a cura di Alba Giulia

Sharaz-de

Storia e disegni di Sergio Toppi.

Racchiusa in due volumi prende il via e si conclude una visionaria ricostruzione storica di “Le mille e una notte” che già tanto hanno influenzato l'opera di uomini di diverse epoche e culture.

Le radici di queste favole non possono appartenere, infatti, secondo Toppi, ai fastosi regni d'oriente ricchi d'oro e castelli, che oggi costituiscono il nostro immaginario, ma, più probabilmente, ad un'africa spoglia, dove si muovono uomini la cui storia sarà narrata nel corso di una sola notte per poi perdersi nella sabbia del tempo. Un linguaggio poetico, lontano, arricchito dai disegni magistrali della penna di Sergio Toppi. Sono radici che si perdono nei codici di una civiltà diversa dalla nostra, dove il valore non si misura con gli stessi metri, ma dove spiccano elementi comuni ad ogni uomo: rancore, vendetta, sospetto, desiderio; l'aridità di un cuore umano senza giudizio.

Così il valoroso re Shahzamàn, per aver dimenticato il suo coltello, scopre il tradimento della moglie e la condanna a morte. Disperato fa visita al fratello e scopre di non essere il solo ad aver subito lo stesso affronto e dopo la seconda condanna a morte torna nel suo regno; è più sollevato, ma ha appreso che non c'è certezza nella fedeltà, mentre della morte non si può dubitare. E sarà questo il suo ordine; dopo ogni notte d'amore seguirà la certezza della tomba, così da scongiurare qualsiasi tradimento. Tante cadranno; donne sfortunate senza colpa, ma col seme della colpa nel loro seno. Fino all'arrivo di una di loro, la cui voce all'alba è pronta a spegnersi per sempre e sempre viene risparmiata, per un'altra notte, per un'altra storia.

L'alba non è lontana e già il corvo mattiniero chiama i dormienti a una nuova giornata, quella che io non potrò vedere…

O Sharaz-de narrami ancora di fatti come questo…

Come vuoi, signore, se mi farai vivere fino alla prossima notte…