| a cura di Alba Giulia | |
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Manunta Sketch-book Per una volta prima di parlare del contenuto parliamo del contenitore: è, infatti, bello vedere un volume che raccoglie sketch, cioè schizzi preparatori di un artista, mantenere la sua matericità cartacea. Spesso, anche se si tratta di una raccolta di disegni a matita, una volta prevista l'uscita in volume si ricerca un'ideale pulizia del foglio che falsa la realtà della composizione. Il rapporto con la carta “sporca” rende più semplice calarsi nell'idea di prova; di un tentativo di immaginare un prodotto futuro presente solo in embrione. La copertina, dove, ovviamente, troneggia, sempre irriverente, la familiare Giunchiglia, è sfruttata a pieno come momento di estroversione e presentazione dell'opera. Ogni parte testuale del volume è tradotta in tre lingue: italiano, inglese e francese; sinonimo di una volontà di adattarsi ad un'editoria sempre più internazionale, come è giusto che sia. Dice nell'introduzione Silvio Andrei: “Le matite di un autore di fumetti hanno qualcosa di particolare rispetto al lavoro finito. Quindi un volume di schizzi è proprio l'anima dell'autore. Evince la costruzione della figura, permette di leggere la logica con cui traccia e inventa, si possono verificare ripensamenti e modifiche e comprendere ciò che privilegia. C'è la fatica e la felicità del creare.” Noi amiamo riconosce a colpo d'occhio i tratti distintivi degli autori che più apprezziamo; il colore fa parte di qui segni nell'opera di Manunta, eppure questi lavori incompleti ci svelano di più, apriamo per la prima volta anche noi un occhio su ciò che è stato alla luce di ciò che sarà e possiamo fare il confronto. Si scoprono così quelle ombre rapide a matita che danno il senso del volume ad un disegno su carta, costruzioni di cui l'opera finita si libera per dare spazio alla precisione della stampa ed al colore. Un buon disegno non è solo un disegno eseguito secondo regole di prospettiva e proporzioni esatte, deve avere un equilibrio nella composizione, ha bisogno di un'attenta ricerca di fluidità tra le parti e Manunta dimostra di saper far bene entrambe le cose. Che dire ancora, mi aspettavo varie “Giunchiglie” in posa, quasi si trattasse di un catalogo di moda e, invece, mi sono ritrovata immersa in idee, costruzioni dinamiche, draghi più o meno minacciosi; vi ho rintracciato attraverso un disegno piacevole una straordinaria creatività che a volte durante lettura passa in sordina; perché prima dell'opera finita che possiamo guastare c'è sempre un'idea e subito a seguire c'è il segno veloce di uno schizzo, da lì in poi è storia.
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